La bottega dell'armeno di Medhat Shafik
- maribongiorno85
- 15 apr 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 apr 2021
La Bottega dell'Armeno è un'installazione "site specific" (installazioni spesso usate nell'arte contemporanea ideate per essere inserite in un determinato luogo, in relazione al contesto urbano/ambiantale), realizzata nel 2016 da Medhat Shafik per Palazzo Belmonte Riso, sede palermitana del Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. L'opera era già stata presentata nella mostra "Nel Mezzo del Mezzo", progetto europeo realizzato da Palazzo Riso nel 2015.
Inizialmente allestita in una sala del piano terra di Palazzo Sant'Elia, è stata esposta a Palazzo Riso l'anno successivo in occasione di un workshop, curato da Carmelo Strano.
L'opera è una narrazione, dove i pigmenti colorati contenuti nelle latte trasportano l'osservatore in un'esperienza sensoriale che trasporta altrove. Ogni oggetto vissuto diventa elemento di narrazione: l'uomo dentro la sua storia. Una storia che ha un profumo di spezie e di sabbie lontane.
Durante il corso del workshop è stata realizzata un'altra opera Mediterraneo, con l'utilizzo della tecnica mista e con la collaborazione degli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Palermo.
Chi è Medhat Shafik?
Egiziano copto nato a Badari (Egitto) nel 1956 e trasferitosi in Italia nel 1976, dove si diploma all'Accademia di Brera di Milano. Definito dal Metropolitan Museum di New York uno degli artisti arabi più interessanti del XX secolo, si contraddistingue per uno stile dove la cultura orientale di origine si mescola quella occidentale di adozione. Nei materiali che utilizza per le sue opere la presenza del suo paese di origine è sempre forte.
La sua affermazione giunge nel 1995, quando, alla Biennale di Venezia, vince il Leone d'oro, esponendo nel Padiglione Egitto. Da questo momento inizia ad esporre in tutta Italia e in altri paesi, tra cui l'Egitto e gli Emirati Arabi.

PALMIRA, Politecnico di Milano 2017 (www.medhatshafik.com)
Nel 2017, l'artista crea il progetto "Palmira", dove narra attraverso il forte impatto dei colori e il sapiente uso dei materiale, l'espoliazione e gli atti vandalici avvenuti nella piccola città siriana, soprannominata La Sposa del Deserto da parte dell'Isis.
L'opera è stata presentata negli spazi della galleria di Marco Rossi a Milano e negli spazi pubblici di Milano e Verona.
Tra i materiali utilizzati troviamo sacchi di juta, tele di cotone, colori acrilici e a olio, fili di lana, stucchi e molto altro. Il tutto a riprodurre l'incanto e la storia di Palmira, grembo e testimone degli albori della civiltà e a preservarne la bellezza e il valore.
Fonti:
www.medhatshafik.com
www.artribune.com
Palazzo Belmonte Riso









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